INTERNATIONAL SCHOOL OF SCIENTIFIC JOURNALISM AND COMMUNICATION

La scuola

L’obiettivo della scuola è quello di correggere gli errori della divulgazione detta ‘scientifica’ e far entrare la Scienza nel cuore del grande pubblico. Fermi visse sulle sue spalle la guerra culturale che gli esponenti della cultura dominante di quei tempi gli dichiararono quando, con le sue scoperte e invenzioni, era diventato il fulcro dell’attenzione dei media di quegli anni. Fermi capì negli anni Trenta a Roma che c’era bisogno di Cultura Scientifica per evitare quello che – negli anni Cinquanta a Chicago – definì il pericolo dell’Hiroshima culturale. La Scienza – diceva Fermi – ha prodotto tante scoperte fondamentali dalle quali sono nate innovazioni tecnologiche inimmaginabili per i nostri antenati. Alla Scienza è stato però impedito di fare Cultura. E infatti – ancora oggi – la Cultura Scientifica non fa parte del patrimonio culturale dell’uomo detto moderno. Alla Scienza è stato negato di potere essere fonte di valori. E c’è chi è arrivato a classificare noi scienziati ‘vili meccanici’. Quando – negli anni Trenta del secolo scorso – è stato perpetrato questo devastante attacco alla Scienza era però evidente che i ‘vili meccanici’ sapevano scoprire verità da nessuno mai immaginate, come ad esempio che lo Spazio e il Tempo non potevano essere entrambi quantità reali. Ed era fuori discussione che queste verità diventavano fonte di invenzioni tecnologiche in grado di espandere oltre ogni limite immaginabile la potenza dell’umana specie, nel bene e nel male. Pur tuttavia, mentre agli autori di queste incredibili nuove verità non veniva riconosciuto il diritto di fare Cultura Scientifica, ad altri si aprivano le porte per comunicare al grande pubblico le conquiste della Scienza arbitrariamente interpretate – come fossero loro i veri scienziati. Chi non ha mai scoperto né inventato alcunché non può dirsi scienziato, diceva Fermi. Ebbene, nel corso di questo ultimo mezzo secolo dalla scomparsa di Fermi, i veri scienziati sono stati relegati nelle ‘Torri d’avorio’, mentre è stato permesso a coloro che parlavano di Scienza (senza averne mai fatta) di ‘inventare’ un certo tipo di divulgazione della Scienza, come fosse questa la vera unica e genuina voce di coloro che avevano dedicato la loro vita a fare Scienza, seguendo l’insegnamento di Fermi. La Cultura Scientifica ha le sue radici nei Laboratori, in quelle ‘Torri d’avorio’ demonizzate dalla divulgazione politicamente impegnata. ‘Torri’ che sono invece l’unico vero e solo motore di tutte le scoperte e invenzioni; le sole fonti, potenti e sicure, da cui nascono i nuovi orizzonti del sapere, con idee da nessuno mai prima concepite e con strumenti da nessuno immaginati. La divulgazione detta ‘scientifica’ ha le sue radici fuori dai nostri laboratori ed è spesso culturalmente legata a coloro che, non essendo riusciti a scoprire né a inventare alcunché, si danno all’attività divulgativa in quanto essa rappresenta l’unica sorgente di soddisfazione intellettuale. C’è per fortuna una parte sana di divulgazione scientifica che ha come riferimento l’onestà intellettuale di chi ad essa si dedica per istinto e passione culturale, senza complessi di rivincita politica su chi, nelle ‘Torri d’avorio’, ha saputo dare contributi determinanti al progresso della Scienza. Accade che, nell’attività divulgativa, abbiano finora avuto la meglio coloro che Enrico Fermi giustamente definiva ‘finti scienziati’ e ‘scienziati falliti’. Nasce da questo tipo di divulgazione detta ‘scientifica’ il paradosso culturale in cui viviamo: l’uomo scopre la Scienza, ma la usa contro sé stesso. La Cultura del nostro tempo, detta moderna, attribuisce a noi scienziati la responsabilità del pianeta imbottito di bombe chimiche, batteriologiche e nucleari. Enrico Fermi venne accusato di essere il padre della bomba ‘atomica’ ed Edward Teller quello della bomba H. Teller diceva «Io sono solo padre dei miei figli». Oggi saremmo noi scienziati i colpevoli delle Emergenze Planetarie. Come se non bastasse, la divulgazione scientifica si è schierata dalla parte della cultura atea, facendo sue ideologie che sono l’esatto opposto della Scienza. Fra tutte quelle che pretendono debba essere la Scienza nemica della Fede, quella che ha assunto un ruolo dominante è il materialismo scientifico. Se fosse vero che la colpa dell’uso nefasto della Scienza per motivi politici (bombe) ed economici (industrializzazione selvaggia) è nostra, sarebbe giusto bloccare qualsiasi attività che possa portare a nuove scoperte scientifiche. Se questo avvenisse, addio progresso. È il traguardo cui porta il paradosso causato dalla divulgazione scientifica politicamente impegnata. Sono infatti già nate nuove forme di oscurantismo che vogliono combattere la Scienza. E il nemico numero uno dell’umanità torna a essere l’ignoranza. Ecco perché è oggi di vitale importanza far capire al grande pubblico che il motore del progresso tecnologico, civile, sociale è la scoperta scientifica. L’uso della Scienza deve essere però sottratto alla violenza politica ed economica affinché il progresso possa essere in sintonia con gli stessi valori della Scienza, non in antitesi. Bisogna spiegare con chiarezza quali sono le vere conquiste della Scienza, separandole nettamente dalle false verità imposte da quella divulgazione che, confondendo la Scienza con la Tecnica, ha fatto credere che il pianeta imbottito di bombe e l’industrializzazione selvaggia fossero effetti ineluttabili del progresso scientifico, invece che conseguenze della violenza politica ed economica. Per superare il paradosso è necessario smantellarne le origini culturali. Questo compito spetta a noi scienziati, non a coloro che parlano di Scienza per sentito dire. La divulgazione ‘scientifica’ non ha mai distinto la Scienza dalla Tecnica (che è uso della Scienza nel bene e nel male). Né ha mai detto che la scelta tecnologica è di natura culturale, non scientifica: la scelta tra bombe nucleari e medicina nucleare è esclusivamente di natura culturale. A prendere le difese della Scienza è stato Giovanni Paolo II. La divulgazione detta ‘scientifica’ non ha saputo spiegare al grande pubblico le flagranti menzogne che vengono presentate come fossero verità apparentemente di natura ‘rigorosa’, se non addirittura ‘scientifica’, come sono i fenomeni del paranormale e gli oroscopi. È necessario venire seriamente incontro a quelle forze culturali – specialmente giovanili – che desiderano impegnarsi nella diffusione della Cultura Scientifica corretta e fedele. Quanto precede rappresenta l’obiettivo culturale della Scuola Internazionale di Giornalismo Scientifico.

Fondata nel 2009
Direttori Direttore: Enzo Iarocci
Attività della scuola Attiva

Corsi attivi

13° Corso

Direttore: P. CAMPANA
12 – 16 ottobre 2025

Corsi passati

2024

12° Corso
Underground Science. Observing the Universe from below
Direttore: P. CAMPANA
15 – 19 Ottobre 2024

2023

11° Corso:
The big data society
Direttori: E. COSSI – F. BOSSI
7 – 11 ottobre 2023